22 Aprile 2021

Il Superbonus non si estende al compenso del General Contractor per il servizio di mero coordinamento

Bonus fiscali

L’Agenzia delle Entrate con due recenti risposte ad istanze di interpello ha chiarito a quali condizioni le spese addebitate dai General Contractor ai committenti sono ammesse al Superbonus e pertanto possono correttamente costituire oggetto del cd. sconto in fattura.

La presa di posizione dell’Amministrazione finanziaria interessa tutti i soggetti che intendono affidare gli interventi di riqualificazione energetica o antisismici ammessi al Superbonus ad un fornitore unico disposto ad applicare il cd. sconto in fattura.

Nei due casi prospettati all’Agenzia delle Entrate,  come di consueto accade, le società che si propongono come “contraenti generali” si impegnano, da un lato, a provvedere alla progettazione ed esecuzione delle opere, in via diretta o in subappalto (avvalendosi ora di propri dipendenti, ora di società terze o collaboratori), e, dall’altro, a provvedere in forza di un mandato senza rappresentanza al pagamento di tutte le altre prestazioni professionali necessarie per lo svolgimento dei lavori e per l'effettuazione delle pratiche amministrative e fiscali inerenti l'agevolazione:

  • la redazione dell’A.P.E.;
  • l’esecuzione del servizio di responsabile dei lavori;
  • l'asseverazione sul rispetto dei requisiti tecnici e la corrispondente congruità delle spese sostenute di cui all'articolo 119 comma 13 D.L. n. 34/2020;
  • il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d'imposta;
  • la direzione dei lavori e la contabilità dell’opera;
  • i servizi di coordinamento in materia di sicurezza e di salute durante la realizzazione dell'opera di cui all'articolo 92 D.Lgs. n. 81/2008.

Per tali servizi, i General Contractor dichiarano di agire in qualità di mandatari senza rappresentanza del committente. Ciò significa che i professionisti sono nominati e incaricati direttamente dal committente, il quale conferisce al General Contractor il potere/dovere di pagare le fatture relative ai servizi professionali e, successivamente, di fatturare al medesimo committente lo stesso importo.

Ebbene, secondo l’Agenzia delle Entrate, per risolvere la questione occorre verificare se il General Contractor si limita a ribaltare sul committente i costi sostenuti per le suddette prestazioni professionali in forza del mandato senza rappresentanza, oppure se applica un ricarico rispetto alle prestazioni effettuate da questi altri soggetti incaricati direttamente dal committente.

Ciò in quanto il riconoscimento dello sconto in fattura da parte del fornitore unico anche per servizi professionali necessari per lo svolgimento dei lavori e per l'effettuazione delle pratiche amministrative e fiscali inerenti l'agevolazione è consentito subordinatamente alla condizione che gli effetti complessivi siano i medesimi di quelli configurabili nell'ipotesi in cui i professionisti che rendono i servizi in questione avessero effettuato direttamente lo sconto in fattura al committente, beneficiario dell'agevolazione.

Affinchè il Superbonus possa estendersi anche ai corrispettivi dei servizi professionali resi da professionisti incaricati dal committente ma pagati dal "contraente generale" è necessario che questi li riaddebiti al committente analiticamente: in sostanza, il General Contractor deve indicare in fattura, o in altra idonea documentazione, le voci del corrispettivo connesse ai servizi acquistati per conto del committente e specificare il soggetto che li ha resi (“deve essere descritto in maniera puntuale il servizio e indicato il soggetto che lo ha reso”).

Dalle risposte dell’Agenzia delle Entrate alle istanze di interpello si trae così l’importanza della contabilizzazione trasparente delle spese.

Ove viceversa non sussista una perfetta corrispondenza fra gli importi fatturati dai professionisti al General Contractor e quelli riaddebitati da quest’ultimo al committente in forza del mandato senza rappresentanza, l’eventuale sovrapprezzo applicato dal General Contractor per remunerare la propria attività di coordinator sarebbe voce di costo non detraibile.

L’Agenzia delle Entrate ha richiamato la Circolare n. 30/E del 2020 per ribadire che sono agevolabili tutte le spese caratterizzate da un’immediata correlazione con gli interventi che danno diritto alla detrazione con la conseguenza che, per esempio, tra le predette spese non rientrano i compensi specificatamente riconosciuti all'amministratore per lo svolgimento degli adempimenti dei condomini connessi all'esecuzione dei lavori e all'accesso al Superbonus.

Ad avviso dell’Ufficio, tale chiarimento risulta estendibile anche all'eventuale corrispettivo corrisposto al contraente generale per l'attività di "mero" coordinamento svolta e per lo sconto in fattura applicato, trattandosi, anche in questo caso, di costi non "direttamente" imputabili alla realizzazione dell'intervento. Pertanto, tale corrispettivo è, in ogni caso, escluso dall'agevolazione.

Per una lettura per esteso delle risposte dell’Agenzia delle Entrate si invita a cliccare i seguenti link.

- Risposta n. 254 del 15/04/2021

https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/documents/20143/0/Risposta_254_15.04.2021.pdf/08376cc6-36cf-0599-f8e9-5a32b465b341

Risposta n. 261 del 19 aprile 2021

https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/documents/20143/0/Risposta_261_19.04.2021.pdf/9257a21a-c907-ad7d-f40d-751373cfe66c

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