29 Aprile 2021

Bonus Facciate anche per edifici ubicati in zone assimilabili alle zone A o B del D.M. 1444/1968 ma serve la certificazione urbanistica dell’ente competente

Bonus fiscali

Il Bonus Facciate, previsto dall’articolo 1, commi da 219 a 224, della legge n. 160 del 2019, consiste in una detrazione del 90% delle spese sostenute nel 2020 e 2021 per interventi, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna, finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti, senza limite massimo di spesa. 

Gli edifici oggetto degli interventi devono essere ubicati in zona "A" o "B" ai sensi del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444 o in zone a queste assimilabili in base alla normativa regionale e ai regolamenti edilizi comunali 

Secondo quanto stabilito dall'articolo 2 del predetto decreto ministeriale n. 1444 del 1968, sono classificate «zone territoriali omogenee:  

A) le parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestano carattere storico, artistico e di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le aree circostanti, che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi

B) le parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone A): si considerano parzialmente edificate le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non sia inferiore al 12,5 per cento (un ottavo) della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale sia superiore ad 1,5 m3/m2.

Il decreto n. 1444 del 1968 è richiamato dal legislatore fiscale al solo fine di offrire un parametro di riferimento uniforme su tutto il territorio nazionale. Esso, infatti, identifica, nell'ambito della competenza esclusiva statale, zone omogenee al fine di stabilire le dotazioni urbanistiche, i limiti di densità edilizia, di altezze e di distanze tra gli edifici da osservare ai fini della formazione dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti. 

Tale decreto, tuttavia, pur essendo riferimento necessario per i Comuni, che in sede di redazione degli strumenti urbanistici devono applicare i predetti limiti di densità edilizia, di altezze e di distanze tra gli edifici, anche nei casi in cui intendano o debbano derogarli mediante gli strumenti di pianificazione, non impone alle amministrazioni locali di applicare nei propri territori la suddivisione in zone e la conseguente denominazione ivi prevista 

L’Agenzia delle Entrate ha dunque chiarito che, ai fini del bonus facciate, gli edificdevono trovarsi in aree che, indipendentemente dalla loro denominazione, siano riconducibili o comunque equipollenti alle zone territoriali "A" o "B" individuate dal citato decreto n. 1444 del 1968 

Nella circolare n. 2/E del 2020 è stato, inoltre, precisato che l'assimilazione della zona territoriale nella quale è ubicato l'edificio oggetto dell'intervento alle predette zone "A" o "B" deve risultare dalle certificazioni urbanistiche rilasciate dagli enti territoriali competenti 

Sulla base di tali argomenti, nella risposta all’istanza di interpello n. 23 dell’8 gennaio 2021, l’Agenzia delle Entrate ha riconosciuto la possibilità di accedere al Bonus facciate per gli interventi eseguiti su un condominio che ricade in parte in "zona di completamento B3" e in parte in zona " attività terziarie" a condizione che esso ottenga una certificazione urbanistica dalla quale risulti l'equipollenza delle zone in questione alle zone A e B del D.M. n. 1444/1968, oltre che subordinatamente al rispetto delle ulteriori condizioni previste. 

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