Home > Finanza
& Soldi > News n. 09/06
28 aprile 2006
Corsi e ricorsi: la rivoluzione delle
energie pulite sulla scia dell’internet mania?
C’era una volta il ciber-mondo, era il 2000 e si narrava
che l’avvento diffuso di internet avrebbe modificato
il mondo.
C’era una volta il caro-petrolio, correva l’anno
2006 e l’energia pulita era diventata l’idea
di investimento più gettonata del momento.
Qualche analogia ? Per il momento ancora no, ma il prezzo
del petrolio alle stelle ha aperto gli occhi di molti sull’insostenibilità
del modello di sviluppo del nuovo millennio e ha evidenziato
che la risorsa energetica più economica e rapida
da ottenere nell’immediato futuro è l’efficienza
energetica.
Di pari passo, il prezzo del petrolio così elevato
ha reso meno “costose” le fonti energetiche
rinnovabili che, tuttavia, ancora oggi non hanno alcuno
spazio futuro senza un massiccio intervento di sostegno
pubblico.
Ciò nonostante, la corsa alle società del
settore sembra non avere sosta. Nel solo 2006 società
come la spagnola Gamesa e la danese Vestan, impegnate nell’eolico,
hanno registrato una performance di borsa di oltre il 40%;
Cosan (Brasile) e Abengoa (Spagna), regine della produzione
dell’etanolo, di oltre l’80%, l’americana
Pacific Ethanol del 200%.
Non meno di rilievo il boom della canadese Ballard Power,
impegnata nella produzione di celle combustibili (+100%);
e della tedesca Conergy leader nello sfruttamento dell’energia
solare (+107%). Un po’ più indietro le aziende
impegnate nella trasformazione di biomasse quali la nostra
Actelios (+17% da inizio anno) e l’americana Waste
(+18%).
Gli investitori puntano dunque sulle nuove energie in modo
indiscriminato e assieme alle quotazioni dei colossi più
strutturati salgono rapidamente anche quelle di aziende
meteora che si improvvisano nel business del momento, senza
tener conto che un ritorno delle quotazioni del barile di
petrolio al di sotto dei 50 dollari renderebbe nuovamente
troppo costose le energie alternative, mentre un prezzo
oltre gli 80 dollari darebbe vita ad un notevole impulso
agli investimenti per l’esplorazione, la produzione
e la raffinazione del greggio. A quel prezzo perfino per
l’Italia diverrebbe conveniente estrarre il petrolio
senza doverne più importare…
(Piergiovanni Mariano)